Italia prima della classe nel riciclo Europeo dei rifiuti!

I dati Eurostat (Ufficio statistico Unione Europea) parlano chiaro: il Belpaese ricicla ben il 76,9% dei suoi rifiuti, superando Francia e Germania che riciclano rispettivamente il 54% e il 47%.

Pensate, la media europea è appena al 37% e per questo l’ong ambientalista Kyoto Club – che ha reso noti questi dati – sta preparando un Dossier sull’economia circolare in Italia!

I flussi più rilevanti per la nostra penisola riguardano i materiali riciclabili tradizionali (carta, plastica, vetro, metalli, legno, tessili): 26 milioni di tonnellate. Seguono i rifiuti misti avviati a selezione (14 milioni), i rifiuti organici e verdi (6 milioni) e i rifiuti chimici (1,7 milioni).

L’Italia è il secondo Paese europeo, dopo la Germania, anche per quanto riguarda fatturato e  numero di addetti nel settore della preparazione al riciclo.

Il Ministero dell’Ambiente attribuisce questo primato a due fattori: mentre i Paesi del Nord Europa bruciano la metà della spazzatura nei termovalorizzatori per produrre energia (abbassando notevolmente la percentuale di rifiuti riciclati), al contrario i Paesi dell’Est mandano in discarica fino all’80% dei rifiuti.

Altro pregio italiano è il sistema di consorzi di raccolta e riciclo: Conai per gli imballaggi (che comprende Corepla per gli imballaggi in plastica); Coou per gli oli lubrificanti esausti; Conoe per gli oli e grassi animali e vegetali; Cobat per batterie e apparecchiature elettroniche; Ecopneus per gli pneumatici. I consorzi pagano i Comuni per ritirare i loro rifiuti, e questo incentiva gli enti locali a fare la raccolta differenziata.

Paese che vai, riciclo che trovi!